Poter parcheggiare vicino a casa, all’ingresso di un ufficio o di un ospedale non è un dettaglio, ma una condizione che incide ogni giorno sull’autonomia di una persona con disabilità. La legge italiana lo riconosce e mette a disposizione due strumenti distinti ma complementari: il contrassegno di parcheggio per disabili (CUDE), che dà diritto a sostare negli spazi riservati, e lo stallo personalizzato (o parcheggio “ad personam“), cioè un posto auto assegnato nominalmente a una singola persona.

In questa guida vediamo che cosa sono, chi può ottenerli, quali requisiti servono, come si presenta la domanda e qual è la normativa di riferimento. Trovi i rimandi alle fonti ufficiali in fondo all’articolo.

Nota. Le procedure di rilascio del contrassegno e, soprattutto, di assegnazione dello stallo personalizzato sono gestite dai singoli Comuni e possono variare da una città all’altra. Le indicazioni che seguono descrivono il quadro nazionale; per il caso concreto è sempre opportuno verificare le modalità presso il proprio Comune di residenza.

Contrassegno e stallo personalizzato: due cose diverse

Prima di tutto conviene chiarire una confusione molto comune. Il contrassegno è il pass personale che autorizza la persona con disabilità a usufruire delle agevolazioni di sosta e circolazione, ovunque esse siano previste. Lo stallo personalizzato è invece un singolo posto auto fisico, riservato a una persona specifica e identificato da un’apposita segnaletica.

In altre parole: il contrassegno è il diritto, lo stallo personalizzato è un servizio ulteriore che si può richiedere solo dopo aver ottenuto il contrassegno e a determinate condizioni.

Il contrassegno di parcheggio per disabili (CUDE)

Il contrassegno è previsto dall’articolo 188 del Codice della Strada e dall’articolo 381 del suo regolamento di attuazione (DPR 495/1992). Dal 2012 ha assunto la forma del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), il tagliando di colore azzurro conforme al modello europeo, che ha sostituito il precedente contrassegno arancione.

Si tratta di un’autorizzazione strettamente personale: è legata alla persona e non a uno specifico veicolo, quindi può essere utilizzata su qualsiasi auto al servizio del titolare. Ha valore su tutto il territorio nazionale ed è riconosciuto, in linea di principio, anche negli altri Stati membri dell’Unione Europea. Va esposto in originale nella parte anteriore del veicolo, ben visibile, ogni volta che la persona con disabilità è alla guida o a bordo.

Chi ha diritto al contrassegno

Il contrassegno viene rilasciato alle persone con capacità di deambulazione impedita o sensibilmente ridotta, accertata in sede di visita medica, e alle persone non vedenti. Può inoltre essere rilasciato a tempo determinato in caso di riduzione temporanea della capacità di deambulazione, ad esempio a seguito di un infortunio o di altre cause patologiche.

Quanto dura e come si rinnova

Il contrassegno ha una validità di cinque anni, anche quando la disabilità è permanente. Alla scadenza può essere rinnovato presentando un certificato del medico curante che confermi il persistere delle condizioni sanitarie che avevano dato luogo al primo rilascio. Nei casi a tempo determinato, la durata è invece commisurata al periodo di invalidità indicato.

Come si richiede il contrassegno

La procedura si articola in due passaggi principali.

  1. Accertamento sanitario. Occorre ottenere una certificazione medica rilasciata dall’ufficio medico-legale della ASL di residenza, che attesti la capacità di deambulazione sensibilmente ridotta o impedita (o la cecità). Una semplificazione importante: dal 2012 le Commissioni mediche che accertano l’invalidità o l’handicap possono annotare già nel verbale la sussistenza della condizione prevista dall’articolo 381. Se il verbale riporta esplicitamente questo riferimento, in genere non è necessaria una seconda visita.
  2. Domanda al Comune. La richiesta va presentata al Sindaco del Comune di residenza, attraverso gli uffici preposti, il comando di polizia locale o, sempre più spesso, il portale online del Comune. Alla domanda si allegano la certificazione medica, i dati personali, un documento d’identità e una foto tessera. Il rilascio del contrassegno è gratuito.

In caso di furto o smarrimento è possibile richiedere un duplicato, presentando domanda e la relativa denuncia alle autorità.

Cosa consente il contrassegno

Il contrassegno consente di sostare negli stalli riservati alle persone con disabilità e di accedere alle Zone a Traffico Limitato (ZTL), quando l’accesso è consentito anche a una sola categoria di veicoli adibiti a servizi di trasporto e pubblica utilità. I veicoli al servizio di persone con disabilità autorizzate non sono inoltre tenuti al rispetto dei limiti di tempo nelle aree di sosta a tempo determinato, e per i veicoli che espongono il contrassegno sono di norma vietati la rimozione e il blocco.

Resta un limite di buon senso, ma di valore normativo: il contrassegno non autorizza la sosta nei punti in cui questa costituisce intralcio o pericolo per la circolazione.

Gli stalli riservati: generici e personalizzati

Gli spazi di sosta riservati alle persone con disabilità sono delimitati da strisce gialle e contrassegnati a terra dal simbolo della carrozzina; devono essere affiancati da uno spazio libero sufficiente ad aprire lo sportello e a effettuare la manovra di entrata e uscita. Esistono però due tipologie ben distinte.

  • Stalli generici: utilizzabili da chiunque sia in possesso di un contrassegno valido.
  • Stalli personalizzati (ad personam): assegnati a un singolo beneficiario e identificati da una segnaletica verticale che riporta il numero del contrassegno della persona autorizzata.

Lo stallo personalizzato (parcheggio ad personam)

Lo stallo personalizzato è disciplinato dall’articolo 381, comma 5, del DPR 495/1992. La norma prevede che il Sindaco, con propria ordinanza e nei casi in cui ricorrono particolari condizioni di invalidità, possa assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta strettamente personale, individuato da apposita segnaletica con gli estremi del contrassegno del soggetto autorizzato.

È bene chiarirlo subito: si tratta di un’agevolazione importante ma non automatica. La sua concessione dipende dalla valutazione del Comune e dal verificarsi di precise condizioni.

Requisiti per ottenere lo stallo personalizzato

Il presupposto indispensabile è il possesso del contrassegno (CUDE). A questo si aggiungono, in base alla norma nazionale e ai regolamenti comunali, alcune condizioni:

  • assenza di un parcheggio privato accessibile e fruibile da parte dell’interessato;
  • collocazione dell’abitazione o del luogo di lavoro in una zona ad alta densità di traffico;
  • presentazione di una richiesta specifica da parte del titolare del contrassegno.

Molti Comuni hanno adottato regolamenti interni che precisano ulteriori criteri (ad esempio relativi al tipo di disabilità o all’uso del veicolo). Vale la pena conoscerli: quando il richiedente rientra nei criteri stabiliti dal regolamento comunale, l’eventuale diniego diventa più difficile da giustificare.

Come si richiede lo stallo personalizzato

La domanda va presentata al Comune (al Sindaco, tramite gli uffici competenti o il comando di polizia locale), allegando di norma il contrassegno in corso di validità, la documentazione sanitaria, una dichiarazione relativa all’assenza di un posto auto privato accessibile e, a seconda dei casi, l’indicazione dell’utilizzo del veicolo o della patente. Trattandosi di procedure comunali, modulistica e requisiti possono cambiare da città a città: il punto di riferimento è sempre il sito o l’ufficio del proprio Comune.

La Piattaforma Unica Nazionale CUDE e la circolazione tra Comuni

Una novità degli ultimi anni riguarda la circolazione nelle ZTL di Comuni diversi dal proprio. Con il Decreto Ministeriale del 5 luglio 2021 è stata istituita la Piattaforma Unica Nazionale informatica dei contrassegni (il cosiddetto Registro Pubblico CUDE), una banca dati presso l’Archivio nazionale dei veicoli della Motorizzazione.

L’obiettivo è semplificare gli spostamenti: chi è iscritto alla piattaforma e si muove tra due Comuni entrambi aderenti non deve più comunicare di volta in volta l’ingresso nelle ZTL. Al momento dell’adesione si indicano fino a due targhe, una “attiva” e una facoltativa, e si riceve un codice univoco con cui gestire le targhe tramite il Portale dell’Automobilista o l’app iPatente (accesso con SPID o CIE); solo la targa “attiva” abilita la libera circolazione fuori dal proprio Comune.

Va però segnalato che l’adesione è facoltativa e deve essere attivata prima dal Comune e poi dal cittadino: non tutti i Comuni vi hanno aderito. Prima di un viaggio, conviene quindi consultare l’elenco aggiornato dei Comuni aderenti; dove la piattaforma non è attiva, restano valide le modalità tradizionali di segnalazione dell’accesso.

Attenzione all’uso corretto del contrassegno

Il contrassegno è personale e va utilizzato solo a servizio del titolare. L’uso da parte di una persona diversa, quando il titolare non è a bordo, costituisce uso improprio ed è sanzionato dall’articolo 188 del Codice della Strada; comporta il ritiro immediato del contrassegno e, nei casi di abuso, la revoca dell’autorizzazione. Allo stesso modo, il contrassegno deve essere esposto in originale: l’uso di fotocopie è sanzionato e la contraffazione costituisce reato.

In sintesi

Il contrassegno CUDE è il diritto di base, da richiedere al proprio Comune dopo l’accertamento sanitario presso la ASL; consente sosta riservata, accesso alle ZTL e altre agevolazioni su tutto il territorio nazionale. Lo stallo personalizzato è un servizio ulteriore, gratuito ma non automatico, che il Comune può concedere a chi possiede il contrassegno e non dispone di un parcheggio privato accessibile in zone ad alta densità di traffico. Per la circolazione tra Comuni diversi, infine, la Piattaforma Unica Nazionale CUDE può semplificare l’accesso alle ZTL, dove i Comuni vi hanno aderito.

Poiché molti passaggi dipendono dal singolo Comune, il consiglio pratico è sempre lo stesso: verificare modulistica e requisiti presso gli uffici comunali di residenza prima di avviare la pratica.

Riferimenti normativi, fonti ufficiali e link utili